La casa: il mio simbolo

Credo di aver sempre amato cucire. Un po' perché mia mamma ci confezionava tutti i vestiti, un po' perché in casa nostra le stoffe, i fili colorati e tutto quello che serve per ottenere un prodotto finito erano sempre presenti sul tavolo di cucina, accanto alla grande scatola dei bottoni e alle pesanti forbici nere, che a contatto del tavolo producevano un suono che mi è sempre piaciuto.

Un suono che in seguito è diventato un ritmo, al quale mi sono via via sempre più affezionata. Per me cucire è ora molto importante, anzi potrei dire che non ne posso forse più fare a meno : cucire ascoltando della buona musica, oppure in silenzio, ascoltando soltanto il ritmo che io stessa produco.

Mi piace mettermi davanti al grande tavolo del mio laboratorio e lasciarmi andare…

Ho iniziato con una certa regolarità grazie all'incontro con donne più grandi di me che mi hanno dapprima fatto scoprire il patchwork classico.

 

Il perché della casa

 

Uno dei primi moduli imparati è stato il “log cabin”, che riproduce, vista dal basso, la travatura del tetto delle capanne dei pionieri americani, con al centro un quadratino che in origine doveva essere rosso perché stava a rappresentare il focolare della casa. Ecco, questo fatto della casa mi ha molto colpito, perché per me la casa è molto importante. Il “log cabin” è quindi diventato il MIO simbolo, che ho anche dipinto sulle porte azzurre del mio laboratorio!

Col tempo mi sono aperta ad altre tecniche ed ho anche imparato ad ascoltare di più il mio cuore.

 

La casa è però sempre rimasta presente, ed è la casa che ho voluto ora nel mio logo: una casa aperta, con un piccolo cuore sulla porta che sta a ricordare che tutte le azioni, anche le più banali, se fatte col cuore, riescono meglio. E un uccellino sul tetto per non dimenticare che dalla casa è possibile uscire e compiere dei voli verso altri orizzonti…

Questo e molto altro ancora, sono io. Sono stata insegnante elementare con una grande passione verso tutte le attività creative, poi sono stata una mamma, sicuramente imperfetta ma che mi sembra abbia saputo dare qualche stimolo ai propri figli, entrambi molto creativi, ed ora mi considero un'artigiana con tante idee che mi frullano in testa e che spero di poter realizzare.

Questo ritmo che in fondo mi lega con un filo sottile a mia mamma, a cui sono molto grata, vorrei che rimanesse uno dei ritmi portanti della mia vita.

 

 

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